Lunedì 30/09/2024 - Lc 20, 9-19
- 29 set 2024
- Tempo di lettura: 4 min

In quel tempo. Il Signore Gesù prese a dire al popolo questa parabola: «Un uomo piantò una vigna, la diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano per molto tempo. Al momento opportuno, mandò un servo dai contadini perché gli dessero la sua parte del raccolto della vigna. Ma i contadini lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò un altro servo, ma essi bastonarono anche questo, lo insultarono e lo mandarono via a mani vuote. Ne mandò ancora un terzo, ma anche questo lo ferirono e lo cacciarono via. Disse allora il padrone della vigna: “Che cosa devo fare? Manderò mio figlio, l’amato, forse avranno rispetto per lui!”. Ma i contadini, appena lo videro, fecero tra loro questo ragionamento: “Costui è l’erede. Uccidiamolo e così l’eredità sarà nostra!”. Lo cacciarono fuori della vigna e lo uccisero. Che cosa farà dunque a costoro il padrone della vigna? Verrà, farà morire quei contadini e darà la vigna ad altri». Udito questo, dissero: «Non sia mai!». Allora egli fissò lo sguardo su di loro e disse: «Che cosa significa dunque questa parola della Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo?”. Chiunque cadrà su quella pietra si sfracellerà e colui sul quale essa cadrà verrà stritolato». In quel momento gli scribi e i capi dei sacerdoti cercarono di mettergli le mani addosso, ma ebbero paura del popolo. Avevano capito infatti che quella parabola l’aveva detta per loro.
Il padrone della vigna aveva predisposto tutto. Ai contadini era affidato il compito di curarla e di dare al padrone la sua parte. Questo è ciò che è a noi affidato dal Signore Padre: portare a compimento i frutti dello Spirito e offrirli a Lui quale gesto di ringraziamento per la meraviglia ricevuta. Quali frutti? Gioia, Amore, Pace, Pazienza, Bontà… In altre parole, il pieno compimento delle nostre vite. Sì, perché è questo il vero fine: una vita compiuta e salvata. Proprio per questo ci fa dono di essere operai nella sua vigna. Dio crede questo ma noi siamo talmente dentro alle nostre vite che in fondo non ci crediamo più di tanto. Criminali incalliti hanno intuito la Verità ma noi, nelle nostre vite ordinarie, no.
In tanti ce lo ricordano: catechisti, presbiteri, fratelli, amici, genitori, la Chiesa intera. E se non ascoltiamo quelli, c’è l’annuncio ultimo: il sacrificio di suo Figlio, l’amore estremo, folle, per ciascuno di noi, per ogni uomo.
Occorre osare un poco di più. Studiare i gesti e le parole affinché Gioia, Amore, Pace, Pazienza, Bontà intreccino le vicende della nostra vita. Certo: alcuni giorni è quasi impossibile. Si arriva a fine giornata e la sensazione è quella di essere passati dentro a un tritacarne. Però quel piccolo gesto d’amore può essere comunque tentato. Perché l’alternativa è quella di diventare come i vignaioli. Qualcuno può obbiettare: “Ehi! Ma io non ho ammazzato nessuno!” E’ vero, ma non ascoltare qualcuno che con Amore ti dice ciò che è veramente importante per la tua vita, non è come ucciderlo? E’ come la scelta del figlio prodigo. “Dammi la mia parte di eredità”, dice. Non uccide il padre - è vero - ma lo considera ormai come morto.
E’ lì dietro l’angolo il rischio di imbruttirci su parametri mondani: dare e avere, possedere e se non possiedi invidi, fino a diventare delusi e aggressivi, come accade sui social. (Qui uno spunto interessante, che viene dalla 59a giornata mondiale delle comunicazioni sociali. https://www.agensir.it/?post_type=post-type-take&p=1364919 )
Che a noi sia donata la Grazia di scioglierci davanti all’invito del Signore Padre: tutto è stato creato per te; tu coltiva i frutti che alimentano vita vera.
Continua la lettura della preghiera per il mese del Creato (si conclude venerdì). Impariamo a costruire società giuste, senza odio, che aiutino a tutelare le meraviglie del Creato.
Dio Trino, Creatore di tutto,
Ti lodiamo per la tua bontà, visibile in tutta la diversità che hai creato, rendendoci una famiglia cosmica che vive in una casa comune. Attraverso la Terra che hai creato, sperimentiamo amore e nutrimento, casa e protezione.
Confessiamo di non relazionarci con la Terra come un dono Materno da parte tua, nostro Creatore. Il nostro egoismo, l'avidità, la negligenza e l'abuso hanno causato la crisi climatica, la perdita di biodiversità, la sofferenza umana e quella di tutti i nostri simili. Confessiamo di non aver ascoltato i gemiti della Terra, i gemiti di tutte le creature e i gemiti dello Spirito di speranza e di giustizia che vive in noi.
Che il Tuo Spirito Creatore ci aiuti nella nostra debolezza, affinché possiamo conoscere il potere redentore di Cristo e la speranza che si trova in Lui. Che i gemiti dello Spirito facciano nascere in noi la volontà di servirti fedelmente, per ascoltare e curare la Creazione, per sperare e agire insieme a lei, affinché fioriscano le primizie della speranza.
Dio amorevole e Creatore, ti preghiamo di renderci sensibili a questi gemiti e di permetterci di avere la stessa compassione di Gesù, il Signore redentore. Concedici una nuova visione del nostro rapporto con la Terra e tra di noi, come creature fatte a tua immagine e somiglianza.
Nel nome di colui che è venuto ad annunciare la buona novella a tutta la Creazione, Gesù Cristo.
Amen.



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