Lunedì 16/03/2026 - Mt 7, 1-5
- 14 mar
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 15 mar

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».
Il brano ruota attorno a un concetto molto semplice, anche se complesso da applicare. Non dobbiamo sospendere ogni giudizio (”Non giudicare”) ma sottoporre tutto a un discernimento misericordioso, operando con umiltà (riconoscere la trave nel proprio occhio).
Recentemente, papa Leone ha tenuto un discorso sull’accoglienza; accoglienza che necessariamente deve essere vagliata con umiltà e discernimento misericordioso. Mai giudicare per escludere.
Il papa richiama altre parole diverse dalle mie - presenza e custodia - ma che chiedono comunque di stare, sospendendo il giudizio. “Essere presenti nella vita degli altri significa condividere tempo, esperienze, significati, offrendo punti di riferimento stabili nei quali gli altri possano riconoscersi e crescere.” E’ bella anche la declinazione del discorso in relazione ai giovani: “…i giovani, che sono naturalmente il futuro della società e della Chiesa, in realtà ne costituiscono già il presente vivo e generativo. Le loro domande e le loro inquietudini, infatti, invitano a rinnovare lo stile dei nostri rapporti. Accogliere persone giovani significa, anzitutto, mettersi in ascolto delle loro voci, incrociare i loro sguardi e riconoscere che, nelle loro esistenze e nei loro linguaggi, lo Spirito continua a operare e a suggerirci percorsi rinnovati di presenza e custodia.”
Tante volte ci viene da pensare ai giovani come sbandati, pericolosi, annoiati e inaffidabili. Ma il nostro limite, di cui soffriamo, è che non riconosciamo lo stato comune nel quale ci troviamo tutti. Noi adulti siamo perennemente sollecitati ad essere performanti, sballottati da multiple richieste, e quindi incapaci di dare ordine alle nostre vite e inevitabilmente cauti anche nei rapporti. Anche i giovani sono nella stessa condizione, moltiplicata più volte a causa del carico emozionale che li caratterizza.
Non tutto il futuro (i giovani) va verso il buio. Il buio che vediamo è solo per la trave che abbiamo nell’occhio. Misuriamo negativamente perché è la nostra condizione confusionaria che ce lo impone. Riuscire a fare ordine è faticoso, sì, ma come lo è anche per i giovani. Riuscire ad incontrare i loro sguardi ci consente ci condividere le fatiche e essere insieme “presenti e custodi” in e di quell’ordine e luce che inevitabilmente ci sfuggono.
Ho scovato recentemente questa artista, Leigh-anne Eagerton, le cui opere mi aiutano a visualizzare meglio quanto esposto. Lei realizza solo nature morte. L’immagine sopra è un esempio. La “natura morta”, per il suo stesso nome, rimanda a qualcosa di non vivo, decadente, muto. Ma Leigh-anne, con il suo particolare uso di colori vividi e fortemente saturati, ci aiuta ad apprezzare cibo, frutta, oggetti ordinari come profondamente “vivi”.
Con questo occhio dovremmo guardare ai giovani che ci stanno intorno, anche nelle nostre famiglie. Sono vivi. In loro c’è comunque la luce dello Spirito. E’ la nostra vista/vita che ce li fa percepire tiepidi e senza colore.
Ti prego, Gesù, fa’ che con la tua grazia io non mi stanchi mai di cercarti e di adorarti con tutto il cuore.
Insegnami a conoscerti e ad amarti per imparare da Te ad incontrare e prendermi cura degli altri e a vivere in pienezza la mia vita.
Fa’ che il mio cuore non si inorgoglisca, non cerchi cose più grandi delle mie forze.
Fa’ che si apra al mondo con il Tuo sguardo di compassione e di misericordia e che nel mio cuore trovino eco le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di tutti, dei poveri soprattutto e che sappia anche partecipare con ciò che sono a portare un po’ di Cielo in terra.
Affido a te, Maria, tutti noi affinché ci accompagni, ciascuno con la propria vocazione, in un cammino che non abbia paura di fidarsi ed affidarsi a Gesù, ma che tenda verso l’alto e che profumi di santità, per la gioia del mondo intero. Maria, Madre della Chiesa, prega per noi. Santi e Beati dell’Azione Cattolica, pregate per noi.



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