Lunedì 30/03/2026 - Lc 21, 34-36
- 29 mar
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 30 mar

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».
Sebbene, come discepoli del Signore viviamo nella certezza di una sua nuova venuta, possiamo serenamente guardare al brano di oggi come al racconto di una escatologia realizzata. Il racconto di questi pochi versetti ci porta a riflettere sul nostro stare in questo mondo nella consapevolezza del Regno di Dio già presente (anche se non pienamente realizzato). Gesù aveva inaugurato una comunità alternativa per quelli che avevano creduto in lui e questa era già tangibile fin da pochi anni dalla sua morte.
Altrettanto serenamente possiamo leggere quel “vegliate e pregate” come un esercizio necessario per riuscire a godere in ogni momento della presenza di questo nuovo Regno e della nuova comunità di uomini che porta con sè.
In tale scenario è questa la sfumatura che lascia il segno: tutto questo è per “tutti coloro che abitano sulla faccia della terra”. Tutti, proprio tutti, vivono nella presenza del Regno. La coscienza di tale aspetto sviluppa dinamiche di salvezza nuove e belle.
L’immagine che trovate sopra è un dettaglio del grande affresco del giudizio universale realizzato da Michelangelo nella Cappella Sistina. Il personaggio che vedete si trova nella parte in basso a destra, quella dei dannati. Di tutta la grande folla raffigurata da Michelangelo, questo è l’unico che guarda verso l’osservatore. Con una mano sull’occhio viene trascinato verso il basso dai demoni. Guardando verso di noi, il personaggio, nel pieno del panico, cerca aiuto. “Troppo tardi”, vien da dire. Noi, che incrociamo il suo sguardo, non possiamo fare nulla.
Una delle conseguenze di “dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita” è che non ci si guarda intorno. Portano ad un individualismo miope. Eppure, se tutti vivono nella presenza del Regno, tutti ( ciascuno a suo modo) possono aiutare a salvarci. La mano sull’occhio del personaggio di Michelangelo è lì per ricordarcelo. Forse è stata in quella posizione per tutta la vita. Una vita guardata con un occhio solo, senza profondità. Come discepoli del Signore, possiamo imparare a guardarci intorno, costruendo comunità, sapendo che tutti hanno, anche solo in nuce, la coscienza del Regno. Quindi, tutti hanno la capacità di "vegliare e pregare" con noi.
Concedetemi un ultimo stimolo alla riflessione. Prendetevi un po’ di tempo e leggete il testo il Messaggio dei Vescovi per la Festa dei Lavoratori. https://www.chiesacattolica.it/il-lavoro-e-ledificazione-della-pace/.. E’ di una bellezza unica. Ci sono tanti rimandi al tema di oggi. Uno fra tanti: “L’essenza del lavoro umano è quella di un’azione collettiva generativa. In una fabbrica, in un ufficio, in agricoltura, ogni giorno le persone si coordinano e cooperano per azioni che contribuiscono a creare comunità, per accrescere con nuovi prodotti e servizi la biodiversità civile ed economica della Terra.”
Anche il posto di lavoro può essere luogo dove costruire inaspettate comunità.
Ti prego, Gesù, fa’ che con la tua grazia io non mi stanchi mai di cercarti e di adorarti con tutto il cuore.
Insegnami a conoscerti e ad amarti per imparare da Te ad incontrare e prendermi cura degli altri e a vivere in pienezza la mia vita.
Fa’ che il mio cuore non si inorgoglisca, non cerchi cose più grandi delle mie forze.
Fa’ che si apra al mondo con il Tuo sguardo di compassione e di misericordia e che nel mio cuore trovino eco le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di tutti, dei poveri soprattutto e che sappia anche partecipare con ciò che sono a portare un po’ di Cielo in terra.
Affido a te, Maria, tutti noi affinché ci accompagni, ciascuno con la propria vocazione, in un cammino che non abbia paura di fidarsi ed affidarsi a Gesù, ma che tenda verso l’alto e che profumi di santità, per la gioia del mondo intero. Maria, Madre della Chiesa, prega per noi. Santi e Beati dell’Azione Cattolica, pregate per noi.



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