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Lunedì 22/06/2026 - Lc 6, 39-45

  • 21 giu
  • Tempo di lettura: 4 min
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: “Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio”, mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello. Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda».

L’immagine di copertina scelta per oggi è un’installazione dell’artista tedesca Cornelia Konrads. Ho riportato una delle tante foto che si possono trovare online. L’installazione è visitabile a Chastreix, nella Francia centrale. Il titolo è tutto un programma: “Still life with tree”, ovvero “Natura morta con albero”. E’ un affascinante ossimoro: la natura morta (la casa, produzione antropica) viene accostata a un albero vivo. L’accostamento in contrasto non si limita a questo. La natura morta, che per secoli è stata la forma d’arte preferita per illustrare la vanitas della vita mascherata dall’apparente solidità degli oggetti, diventa in quest’opera una casa che si dissolve intorno a un albero che cresce rigoglioso.

Particolare anche il fatto che la casa appaia nuova nelle finiture ma progressivamente in via di sprofondamento nel terreno (mentre sullo stesso terreno sta crescendo un albero). Esistono nel mondo situazioni dove l’opera dell’uomo viene fagocitata dalla natura (es. i templi abbandonati nella foresta tropicale), ma lì la struttura antropica è deteriorata dal tempo e la natura non fa altro che ratificare un disfacimento.

Invece qui non c'è traccia di disfacimento. Si dissolve nel terreno - certo - ma allo stesso tempo conserva tutti i dettagli del nuovo. Sembra che la pianta trovi alimento e vigore da tale dissoluzione, rispettando comunque il valore di ciò da cui trae alimento. Non è quindi una sostituzione ma una coevoluzione.

Per me quest’opera sintetizza visivamente tutti i diversi passaggi del Vangelo di oggi:

  • Come discepoli di Gesù, possiamo, se ben preparati, diventare come il Maestro. Come un padre, il suo amore per noi cambia insieme a noi e alla fine il Padre non si sostituisce a noi, come un padre non può sostituirsi alla personalità di un figlio. Il suo amore insieme alla nostra preparazione ci permette di diventare come il Maestro (e questo è molto bello), conservando tuttavia la nostra umanità e la nostra esperienza (e questo è ancora più bello).

  • Se non ci accorgiamo di avere una trave in un occhio vuol dire che, per quanto assurdo possa sembrare, serve qualcuno che ce la faccia notare. Il Padre è lì per aiutarci a togliere la trave e riacquistare la vista. Non una vista umana qualunque, però. La vista sul mondo che lui possiede. Quella vista di amore che è come un albero rigoglioso che cresce molto e che prende aria sulle sue fronde e accoglie uccelli sui suoi rami.

  • Se siamo un albero buono vuol dire che lo dobbiamo a Lui, che ci ha donato, senza nostri meriti, una vita da albero buono. Un albero che, se vuole produrre sempre più frutti buoni, deve liberarsi progressivamente dei propri progetti terreni; di quello che abbiamo costruito con orgoglio mattone dopo mattone. Scegliendo quindi l’affidamento.

Quindi lasciamo che un albero (dolce e rispettoso nella sua crescita), i cui frutti buoni sono insegnamento santo e vista istruita all’amore, cresca in noi, lasciando da parte i nostri progetti terreni, lasciandoci accompagnare e lasciandoci guarire la vista offuscata.


Ti prego, Gesù, fa’ che con la tua grazia io non mi stanchi mai di cercarti e di adorarti con tutto il cuore.

Insegnami a conoscerti e ad amarti per imparare da Te ad incontrare e prendermi cura degli altri e a vivere in pienezza la mia vita.

Fa’ che il mio cuore non si inorgoglisca, non cerchi cose più grandi delle mie forze.

Fa’ che si apra al mondo con il Tuo sguardo di compassione e di misericordia e che nel mio cuore trovino eco le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di tutti, dei poveri soprattutto e che sappia anche partecipare con ciò che sono a portare un po’ di Cielo in terra.

Affido a te, Maria, tutti noi affinché ci accompagni, ciascuno con la propria vocazione, in un cammino che non abbia paura di fidarsi ed affidarsi a Gesù, ma che tenda verso l’alto e che profumi di santità, per la gioia del mondo intero. Maria, Madre della Chiesa, prega per noi. Santi e Beati dell’Azione Cattolica, pregate per noi.


 
 
 

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