Lunedì 06/07/2026 - Lc 8, 34-39
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In quel tempo. Quando videro ciò che era accaduto, i mandriani fuggirono e portarono la notizia nella città e nelle campagne. La gente uscì per vedere l’accaduto e, quando arrivarono dal Signore Gesù, trovarono l’uomo dal quale erano usciti i demòni, vestito e sano di mente, che sedeva ai piedi di Gesù, ed ebbero paura. Quelli che avevano visto riferirono come l’indemoniato era stato salvato. Allora tutta la popolazione del territorio dei Gerasèni gli chiese che si allontanasse da loro, perché avevano molta paura. Egli, salito su una barca, tornò indietro. L’uomo dal quale erano usciti i demòni gli chiese di restare con lui, ma egli lo congedò dicendo: «Torna a casa tua e racconta quello che Dio ha fatto per te». E quello se ne andò, proclamando per tutta la città quello che Gesù aveva fatto per lui.
Il Daisugi è un’ingegnosa tecnica forestale giapponese del XIV secolo sviluppata nella regione montuosa di Kitayama, vicino a Kyoto. Nella foto sopra vedete un esempio. Simile a un gigantesco bonsai (funzionalmente è così), rappresenta un antico capolavoro di progettazione sostenibile.
Il metodo prevede una potatura intensiva di un cedro madre, in modo che da un unico tronco massiccio crescano verticalmente germogli perfettamente dritti e slanciati. Anziché abbattere l’intero albero per ricavarne legname, i silvicoltori raccolgono con cura, ogni 20 anni, solo i germogli superiori, consentendo così alla base di vivere e produrre legno per secoli.
Questa tecnica ha prodotto nel tempo un legname eccezionalmente denso, privo di nodi e flessibile, storicamente essenziale per la costruzione delle tradizionali case da tè giapponesi.
La tecnica consente inizialmente ai rami di allontanarsi dal tronco “madre”, poi, una volta che sono abbastanza lontani da permettere la crescita verticale senza interferire con gli altri germogli, si pota, evitando così al tronco eccessivo stress a causa del peso dei rami che, allontanandosi altrimenti troppo dal tronco, faciliterebbero la torsione dello stesso. I nuovi tronchi verticali che nascono dai germogli crescono sfruttando le radici giganti e l'energia di un albero madre già adulto e forte. Questo spinge la linfa verso l'alto con enorme pressione.
In breve, è come se l'albero madre, libero da stress, concentrasse tutta la sua forza per "estrudere" dei pali di legno purissimo, senza le deviazioni e le interruzioni solitamente causate dalla normale crescita della chioma.
C’è un aspetto del brano evangelico di oggi che non può scivolar via troppo facilmente. I Geraseni chiedono a colui che li ha liberati da una fatica vissuta in comune (gestire questo indemoniato nella città non deve essere stato facile) di andarsene senza tanti convenevoli e Gesù se ne va. L’ex-indemoniato fa una richiesta a Gesù veramente sentita con il cuore (di poter rimanere con Lui) e Gesù non gli fa dono di soddisfare la sua richiesta. Come interpretare questa stonatura? Vedendo quel congedo di Gesù come un allontanarsi ma per rimanere uniti e produrre ancora più frutto. Come nella pratica del Daisugi.
Guardatelo l’ex indemoniato appena guarito. Lui, cucciolo, che se ne sta accoccolato ai piedi di Gesù. Tutti noi abbiamo vissuto un momento speciale: l’intero universo appariva pacificamente unificato e la presenza viva del Signore era accanto a noi. Non vorremmo mai lasciare quel momento. Vorremmo accoccolarci ma non può essere per sempre. L’idillio non può essere ripetuto. Dobbiamo allontanarci. Serve una potatura, ma, con sorpresa, per consentire che il nostro legame con il tronco originario sia sempre più utile alla nostra crescita. La linfa che da esso viene può spingere il nostro sviluppo sempre più efficacemente verso il cielo, verticalmente, senza deviazioni.
E’ commovente tutto questo. Il Maestro sa che non possiamo stare sempre in sua compagnia e riesce quindi a creare per noi la meraviglia di essere sempre Corpo di Cristo e Comunione con il Padre e con i fratelli, anche se non viviamo costantemente in tenerezza accucciati ai suoi piedi.
Legàmi, quindi, che trovano vigore anche se ci si allontana e anche se tutto non è come in principio. Legàmi che narrano di Vangelo, di buona notizia, come ha detto il Papa a Lampedusa: “Il Vangelo risuona dove i popoli si incontrano, le persone si accolgono, le loro vicende si intrecciano, le diverse culture si pongono in dialogo. Diventa muto, invece, dove ognuno fa di sé stesso un’isola, dove il contatto è evitato, lo scambio è interrotto.”
E l’albero cresce, dritto verso il cielo…
Ti prego, Gesù, fa’ che con la tua grazia io non mi stanchi mai di cercarti e di adorarti con tutto il cuore.
Insegnami a conoscerti e ad amarti per imparare da Te ad incontrare e prendermi cura degli altri e a vivere in pienezza la mia vita.
Fa’ che il mio cuore non si inorgoglisca, non cerchi cose più grandi delle mie forze.
Fa’ che si apra al mondo con il Tuo sguardo di compassione e di misericordia e che nel mio cuore trovino eco le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di tutti, dei poveri soprattutto e che sappia anche partecipare con ciò che sono a portare un po’ di Cielo in terra.
Affido a te, Maria, tutti noi affinché ci accompagni, ciascuno con la propria vocazione, in un cammino che non abbia paura di fidarsi ed affidarsi a Gesù, ma che tenda verso l’alto e che profumi di santità, per la gioia del mondo intero. Maria, Madre della Chiesa, prega per noi. Santi e Beati dell’Azione Cattolica, pregate per noi.



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