Lunedì 19/01/2026 - Mc 3, 7-12
- 17 gen
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 18 gen

In quel tempo. Il Signore Gesù con i suoi discepoli si ritirò presso il mare e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme, dall’Idumea e da oltre il Giordano e dalle parti di Tiro e Sidone, una grande folla, sentendo quanto faceva, andò da lui. Allora egli disse ai suoi discepoli di tenergli pronta una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti aveva guarito molti, cosicché quanti avevano qualche male si gettavano su di lui per toccarlo. Gli spiriti impuri, quando lo vedevano, cadevano ai suoi piedi e gridavano: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli imponeva loro severamente di non svelare chi egli fosse.
Una folla silenziosa si avvicina a Gesù. Proprio così: silenziosa. In questo racconto, Marco ci tiene a sottolineare i movimenti e i gesti, non le parole. Questi schiacciano Gesù, si gettano su di lui, lo toccano, cadono ai suoi piedi, ma questa folla è senza voce. C'è una fisicità esorbitante, ma non ci sono suoni. Ovviamente, non è possibile escluderli, come se la realtà fosse solo silenzio, ma l’esercizio che Marco fa è di non metterli in primo piano.
Questo ci dice: chi va da Gesù è senza voce. Non ha rilevanza, perché se avesse voce avrebbe modo d’imporsi sugli altri.
Nèle Azevedo è un’artista brasiliana (vivente). A partire dal 2001, Nèle ha iniziato a lavorare a una nuova affascinante poetica artistica: un'inversione dei canoni ufficiali della registrazione della memoria nei monumenti pubblici. Al posto delle grandi statue, piccole sculture. Invece di rendere omaggio all'eroe, o all'autorità, la celebrazione dell'uomo comune. Néle ha realizzato tante sculture "effimere" lavorando il ghiaccio. Gli interventi sul ghiaccio sono iniziati nell'aprile del 2005, quando Nèle ha messo in opera 200 sculture di figure umane in ghiaccio sulle scale di Praça da Sé, a Sâo Paulo. L'esperienza fu ripetuta a giugno, con 300 sculture, in piazza de L'Opera a Parigi, e a novembre, con 600 sculture, sui gradini del Teatro Municipale di Sâo Paulo. Le sue installazioni non durano più di 30 minuti. In funzione delle condizioni climatiche, i piccoli uomini di ghiaccio creati da Nèle scompaiono sotto gli occhi degli osservatori. Nèle costringe lo spettatore a toccare con mano la transitorietà della vita umana: piccoli uomini silenziosi che si dissolvono.
In questo modo, Nèle cerca di dar voce a chi non ne ha. Nel 2020, per denunciare il mancato riconoscimento dell’identità (e della relativa demarcazione) del territorio abitato dalla popolazione indigena dei Tupinambá (4.729 persone) che vive nel sud di Bahia, ha realizzato delle sculture in ghiaccio mescolato con l’argilla di quel territorio. Se i Tupinambá non vengono riconosciuti, scompaiono, come ghiaccio al sole.
Sono gli stessi senza-voce che, nel racconto evangelico di oggi, vanno da Gesù. Persone “effimere”, forse, perché non hanno valore per la società. Malati, zoppi, storpi, ciechi, lebbrosi, indemoniati, ovvero persone poste ai margini della società.
Gesù, però, non le lascia in quella condizione. In questo brano si dice che le persone si avvicinavano anche con il solo desiderio di toccarlo. L’emorroissa ha fatto proprio questo ed è stata guarita. Per la sua malattia era stata messa ai margini, perché impura. E’ stata guarita e restituita alla sua dignità. Qui si parla di spiriti impuri che si gettano ai piedi di Gesù. L’indemoniato geraséno ha fatto proprio questo ed è stato guarito. Anche lui viveva ai margini, ma dopo guarito torna nel mondo da “sano di mente”.
Nessuno è effimero per Gesù e anche noi, per ispirazione d’amore, dovremmo riconoscere che il nostro ruolo qui è di restituire al mondo tutti coloro che si sentono effimeri, perché senza voce.
Nota importante per chi lavora in centro a Milano: queste riflessioni possono essere ascoltate dal vivo ogni lunedì dalle 12:45 alle 13:00 nella cappella dell’Ospedale Fatebenefratelli Milano, ingresso da Corso di Porta Nuova di fronte al civico 52.
E se arrivate dopo le 13, non preoccupatevi! La riflessione può riprendere da capo.
Ti prego, Gesù, fa’ che con la tua grazia io non mi stanchi mai di cercarti e di adorarti con tutto il cuore.
Insegnami a conoscerti e ad amarti per imparare da Te ad incontrare e prendermi cura degli altri e a vivere in pienezza la mia vita.
Fa’ che il mio cuore non si inorgoglisca, non cerchi cose più grandi delle mie forze.
Fa’ che si apra al mondo con il Tuo sguardo di compassione e di misericordia e che nel mio cuore trovino eco le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di tutti, dei poveri soprattutto e che sappia anche partecipare con ciò che sono a portare un po’ di Cielo in terra.
Affido a te, Maria, tutti noi affinché ci accompagni, ciascuno con la propria vocazione, in un cammino che non abbia paura di fidarsi ed affidarsi a Gesù, ma che tenda verso l’alto e che profumi di santità, per la gioia del mondo intero. Maria, Madre della Chiesa, prega per noi. Santi e Beati dell’Azione Cattolica, pregate per noi.



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