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Lunedì 18/05/2026 - Mt 9, 14-15

  • 17 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 18 mag

In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

Il brano sembra richiamare i tanti dibattiti fra posizioni opposte presenti nei brani proposti in questo periodo di Pasqua. Ma i dibattiti - questo penso che sia appreso da tutti - sono un modo efficace per farci arrivare l’insegnamento del Signore Gesù.


Qui si parla di cibo e di digiuno e del fatto che l'atto di mangiare non è da interpretare solo come l’opposto del digiuno. Comprendiamo dalle stesse parole di Gesù che mangiare vuol dire celebrare una festa. Consumare cibo non è solo una necessità. È esercizio sia per il corpo che per l'anima. Noi non assumiamo cibo solo per metabolizzarlo. Consumare cibo è godere delle meraviglie del creato e dei doni che Dio Padre ci offre, è ringraziare di cuore chi ci ha preparato tutto questo per noi, è momento di condivisione e convivialità.


Prima e dopo i pasti dovremmo ringraziare di cuore:


- Dio, datore di ogni bene

- La natura, che ci offre gli alimenti

- L'uomo, che li coltiva, lo trasforma e li confeziona


Nella Cena di Emmaus conservata alla National Gallery (http://bit.ly/3Pv9UMW), Caravaggio ci ricorda che non solo Cristo si manifesta ai suoi discepoli in una momento di convivialità intorno al cibo (”con le gambe sotto al tavolo” come si suole dire) ma che è presente nel cibo stesso, per chi sa scoprirlo. Infatti, acuti osservatori hanno notato che all’interno dell’ombra proiettata dalla cesta di frutta sulla tovaglia bianca si vede la coda di un pesce. (Vedete il dettaglio sopra e a questo link https://bit.ly/43k7Z0N). Pesce che non è presente nella cesta ma che rimanda simbolicamente a Cristo. Infatti in greco ikthus significa pesce, ma è anche il tradizionale acronimo paleocristiano: Iesus Kristos theon Ulios Soter, Gesù Cristo figlio di Dio, Salvatore.


Affinché tutti possano godere di questa festa, perché lo sposo è con loro, bisogna che tutti possano avere accesso al cibo e che nulla vada sprecato.


Alla luce di queste parola vi lascio alla intenzione di preghiera del Papa prevista per questo mese. Eccezionalmente posta oggi al posto della tradizionale del lunedì.


Signore della creazione, ci hai donato la terra feconda e, con essa, il nostro pane quotidiano, come segno del tuo amore e della tua provvidenza. Oggi riconosciamo con dolore che milioni di fratelli e sorelle soffrono ancora la fame, mentre tanto cibo viene sprecato sulle nostre tavole. Risveglia in noi una nuova coscienza: che impariamo a ringraziare per ogni alimento, a consumare con semplicità, a condividere con gioia e a custodire i frutti della terra come un tuo dono, destinato a tutti, non solo a pochi. Padre buono, rendici capaci di trasformare la logica del consumo egoista in una cultura della solidarietà. Fa’ che le nostre comunità promuovano gesti concreti: campagne di sensibilizzazione, banchi alimentari, e uno stile di vita sobrio e responsabile. Tu che hai mandato il tuo Figlio amato Gesù, pane spezzato per la vita del mondo, donaci un cuore nuovo, affamato di giustizia e assetato di fraternità. Che nessuno sia escluso dalla mensa comune, e che il tuo Spirito ci insegni a guardare il pane non come un bene di consumo, ma come un segno di comunione e cura. Amen.

 
 
 

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