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Lunedì 10/08/2026 - Gv 12, 24-33

  • 7 ago
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 9 ago

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà. Adesso l’anima mia è turbata; che cosa dirò? Padre, salvami da quest’ora? Ma proprio per questo sono giunto a quest’ora! Padre, glorifica il tuo nome». Venne allora una voce dal cielo: «L’ho glorificato e lo glorificherò ancora!». La folla, che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: «Un angelo gli ha parlato». Disse Gesù: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me». Diceva questo per indicare di quale morte doveva morire.

L’immagine esposta oggi in copertina è una stampa alla clorofilla del fotografo vietnamita Binh Danh. Un giorno Binh Danh si accorse che esisteva una differenza di colore tra l’erba nascosta da un tubo dell’acqua nel suo giardino e quella esposta direttamente alla luce del sole. Iniziò così a sperimentare la combinazione tra fotografia e fotosintesi, arrivando a creare quelle che lui chiama “stampe alla clorofilla”: fotografie stampate sulle foglie grazie alla luce del sole.

Binh Danh trasferisce i negativi fotografici della guerra del Vietnam sulle foglie e lascia che sia la luce del sole a stamparli. La clorofilla diventa l’inchiostro. La foglia diventa memoria e poesia. Immagini di persone morte nell’orrore della guerra tornano alla vita attraverso la forma di vita che è più diffusa in natura: la fotosintesi. C’è una nuova vita resa possibile.

Spendiamo buona parte della nostra vita a difenderla e a difenderci. A difenderci da una realtà che non ci piace. A difenderci dall’invecchiamento, per sentirci sempre giovani e attivi. A difenderci da un nemico ogni giorno diverso, perché solo avendo qualcuno da combattere ci si sente vivi.

Ma facendo così non ci accorgiamo che una nuova possibilità di vita, di vita “vera”, è possibile. Il brano di oggi ci invita a capire che una vita diversa ci è data, anche se per conoscerla occorre fare il passaggio paradossale del “perdere la propria vita”.

C’è un momento in cui a ciascuno è chiesto di prendere decisioni importanti, forse perché la vita ci presenta il conto. Non è un perdere la vita fisica, ma è perdere un pezzetto importante di essa. Allora si è un po’ come il chicco di grano, che se non muore, che se non si lascia aprire dal sale e dall’acqua della terra, non si dà la possibilità di una nuova forma di vita.

Tanto si è scritto su don Mazzi in questi giorni. Io vi lascio alla lettura di questo articolo: https://www.avvenire.it/attualita/alla-camera-ardente-di-don-mazzi-il-ricordo-di-tanti-cambiati-da-lui_111606 Dove oggettivamente si comprende cosa vuol dire rinascere a nuova vita. La storia di tanti ragazzi perduti e riaccompagnati alla vita dall’amore di don Antonio. Tutti quei ragazzi hanno appreso, sull’esempio suo, a lasciarsi aprire, come il seme nella terra, per quanto doloroso questo possa esser stato, riconoscendo che comunque c’è (e ci sarà sempre) un passare oltre.


Ti prego, Gesù, fa’ che con la tua grazia io non mi stanchi mai di cercarti e di adorarti con tutto il cuore.

Insegnami a conoscerti e ad amarti per imparare da Te ad incontrare e prendermi cura degli altri e a vivere in pienezza la mia vita.

Fa’ che il mio cuore non si inorgoglisca, non cerchi cose più grandi delle mie forze.

Fa’ che si apra al mondo con il Tuo sguardo di compassione e di misericordia e che nel mio cuore trovino eco le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di tutti, dei poveri soprattutto e che sappia anche partecipare con ciò che sono a portare un po’ di Cielo in terra.

Affido a te, Maria, tutti noi affinché ci accompagni, ciascuno con la propria vocazione, in un cammino che non abbia paura di fidarsi ed affidarsi a Gesù, ma che tenda verso l’alto e che profumi di santità, per la gioia del mondo intero. Maria, Madre della Chiesa, prega per noi. Santi e Beati dell’Azione Cattolica, pregate per noi.


 
 
 

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