Lunedì 02/03/2026 - Mt 5, 27-30
- 28 feb
- Tempo di lettura: 3 min

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore. Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna».
Anche quel giorno la comunità di Matteo si era incontrata. Il vento dall’est preannunciava che sarebbe cambiato il tempo. Erano tutti Ebrei in quella comunità. Tutti erano cresciuti nel rispetto dei 613 precetti della Torah, ma tutti ora guardavano a quei precetti in modo diverso perché avevano incontrato un uomo di nome Gesù.
Fu Matteo stesso a iniziare l’incontro, raccontando di quella volta che Gesù lo chiamò mentre era al banco delle imposte. Nel corso del racconto, il volto di Matteo si illuminava. Alcuni dei giovani presenti all’incontro incrociavano annoiati i loro sguardi: era l’ennesima volta che raccontava di questo. Ma Matteo non li curava: la fede se non cambia la vita non è fede e questo va ripetuto e ricordato, pena la perdita del valore della propria fede.
Quella stessa fede vissuta stava dicendo a tutta la comunità che sarebbe stato più che utile alimentare il proprio Credo con un esercizio morale quotidiano che fosse nella scia della legge dell’Amore che aveva insegnato loro il Maestro. Il primo a parlare fu Simone lo Zelota: “Il Maestro ci ha insegnato che tutta la legge si riduce all’amore verso Dio Padre e verso il prossimo!”. Era presente anche una giovane coppia di sposi, Mattia e Cloe, che alla parola Amore voltarono in sincrono il collo uno verso l’altra. “Il Maestro ha detto anche - ora era l’anziano Anania a parlare - che lui era venuto per dare compimento alla legge. Allora, noi come possiamo dirci compiuti eticamente nei confronti della nostra comunità e del mondo?”. Intervenne poi Giuseppe, un fariseo convertito: “A noi è chiesta una intensificazione etica. Non possiamo comportarci come gli altri. La legge morale deve cambiarci le vite con un surplus di attenzione. Io, dopo che la mia vita è stata cambiata, non voglio buttarla nella pattumiera, nella Geenna.”. Poi fu Berenice a prendere la parola: “Per esempio, se un uomo ama veramente sua moglie deve curare seriamente le intenzioni che ha verso le altre donne. Non ci sto a che il peccato si abbia solo con l’atto fisico. La legge dell’amore chiede di saper prestare attenzione soprattutto alle intenzioni.”. A questo punto, Mattia e Cloe non si trattenevano più: “Certo! Non ci si può tirare indietro dalla legge dell’amore perché quell’amore fa bene alle nostre vite! Se uno di noi due guardasse un altro o altra al di fuori della coppia, è meglio che si cavi quell’occhio con cui guarda, piuttosto di buttare via la propria intera vita!”.
Anche quel giorno, nella comunità di Matteo, si era scritto un altro pezzo di Vangelo.
Anche quel giorno, nella comunità di Matteo, si era vissuto un altro pezzo di Vangelo. Insieme.
E le nostre comunità sono oggi ancora capaci di scrivere un pezzo di Vangelo? Sono ancora capaci di scrivere una “buona notizia” che dice di vite cambiate dalla legge dell’Amore? Ci sono vite capaci di definire insieme, ora e sempre, una buona etica da manifestare al mondo?
Ti prego, Gesù, fa’ che con la tua grazia io non mi stanchi mai di cercarti e di adorarti con tutto il cuore.
Insegnami a conoscerti e ad amarti per imparare da Te ad incontrare e prendermi cura degli altri e a vivere in pienezza la mia vita.
Fa’ che il mio cuore non si inorgoglisca, non cerchi cose più grandi delle mie forze.
Fa’ che si apra al mondo con il Tuo sguardo di compassione e di misericordia e che nel mio cuore trovino eco le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di tutti, dei poveri soprattutto e che sappia anche partecipare con ciò che sono a portare un po’ di Cielo in terra.
Affido a te, Maria, tutti noi affinché ci accompagni, ciascuno con la propria vocazione, in un cammino che non abbia paura di fidarsi ed affidarsi a Gesù, ma che tenda verso l’alto e che profumi di santità, per la gioia del mondo intero. Maria, Madre della Chiesa, prega per noi. Santi e Beati dell’Azione Cattolica, pregate per noi.



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