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Lunedì 12/01/2026 - Mc 1, 1-8

  • 11 gen
  • Tempo di lettura: 4 min
Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Come sta scritto nel profeta Isaia: «Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via. Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».

C’è musica in questo brano. E’ musica che ristora e che sveglia. Non è musica umana. E’ musica della natura. Acqua e vento. Acqua che scorre e vento che soffia. Suoni regolari e costanti.

C’è l’acqua del fiume Giordano. Acqua che lava e purifica. Ci rende bianchi come la veste dei catecumeni. Ci fa rinascere. Il liquido amniotico è per il 99% acqua. Ci fa guardare meglio. In media si sbattono le ciglia con una frequenza di 20 volte al minuto. Per lubrificare, per detergere con liquido lacrimale, con il fine di vedere meglio. Per purificarci, per farci rinascere, per vedere, non è sufficiente una pozza d’acqua, serve un fiume. Il fiume Giordano ha una portata media di 20 mc/s, pari a circa 15.000 docce domestiche. La purezza ci è restituita attraverso la Grazia e questa non viene distribuita con il contagocce. Siamo nel mondo da purificati, se vogliamo, e questo cambia il mondo attorno a noi. Ma solo se ci muoviamo nel mondo, non se ce ne stiamo seduti su una poltrona. Non basta la buona volontà, serve uno stimolo, una strigliata.

C’è il vento del deserto. Vento che soffia senza pausa, che è in grado di risagomare e spostare le dune e di levigare i monti e le rocce. Vento gagliardo che spalanca improvvisamente le finestre e che solleva la polvere che si è depositata sui mobili, sui nostri spazi e su di noi. Vento che butta all’aria tutte le scartoffie su cui abbiamo con rigore riportato tutte le nostre programmazioni. Scombina gli schedari dove abbiamo appuntato tutti i nostri incontri e tutte le nostre belle iniziative. Vento fastidioso che ci fa venire il mal di testa, perché il discernimento dell’azione dello Spirito non è un esercizio senza fatica. Vento che ci invita a guardare altrove, perché il vento è diretto altrove, perché il vento indica un “altrove”.

Papa Leone all'incontro del 7 gennaio del concistoro straordinario ha usato queste parole:

Chiediamoci: c’è vita nella nostra Chiesa? Io sono convinto di sì, certamente. Questi mesi, se non l’avessi vissuto prima, certamente ho avuto tantissime belle esperienze della vita della Chiesa. Però la domanda è lì: c’è vita nella nostra Chiesa? C’è spazio per ciò che nasce? Amiamo e annunciamo un Dio che rimette in cammino? Non possiamo chiuderci e dire: “Tutto è già fatto, finito, fate come sempre abbiamo fatto”. C’è veramente un cammino e con il lavoro di questi giorni stiamo camminando insieme. Nel racconto Erode teme per il suo trono; si agita per ciò che sente fuori dal suo controllo, prova ad approfittare del desiderio dei Magi e cerca di piegare la loro ricerca a proprio vantaggio. Erode è pronto a mentire, è disposto a tutto. La paura, infatti, accieca. La gioia del Vangelo, invece, libera. Rende prudenti, sì, ma anche audaci, attenti e creativi; suggerisce vie diverse da quelle già percorse.

Proprio in quanto persone purificate, non possiamo aver paura. Possiamo seguire il vento e trovare nuove vie e nuovi “altrove”. Prima si è purificati con l’acqua e, solo allora, si segue il vento dello Spirito. Noi siamo acqua e vento. In quest’ordine.


Nota importante per chi lavora in centro a Milano: queste riflessioni possono essere ascoltate dal vivo ogni lunedì dalle 12:45 alle 13:00 nella cappella dell’Ospedale Fatebenefratelli Milano, ingresso da Corso di Porta Nuova di fronte al civico 52.

E se arrivate dopo le 13, non preoccupatevi! La riflessione può riprendere da capo.


Ti prego, Gesù, fa’ che con la tua grazia io non mi stanchi mai di cercarti e di adorarti con tutto il cuore.

Insegnami a conoscerti e ad amarti per imparare da Te ad incontrare e prendermi cura degli altri e a vivere in pienezza la mia vita.

Fa’ che il mio cuore non si inorgoglisca, non cerchi cose più grandi delle mie forze.

Fa’ che si apra al mondo con il Tuo sguardo di compassione e di misericordia e che nel mio cuore trovino eco le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di tutti, dei poveri soprattutto e che sappia anche partecipare con ciò che sono a portare un po’ di Cielo in terra.

Affido a te, Maria, tutti noi affinché ci accompagni, ciascuno con la propria vocazione, in un cammino che non abbia paura di fidarsi ed affidarsi a Gesù, ma che tenda verso l’alto e che profumi di santità, per la gioia del mondo intero. Maria, Madre della Chiesa, prega per noi. Santi e Beati dell’Azione Cattolica, pregate per noi.

 
 
 

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