Lunedì 09/02/2026 - Mc 10, 35-45
- 7 feb
- Tempo di lettura: 3 min

In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedeo, dicendogli: «Maestro, vogliamo che tu faccia per noi quello che ti chiederemo». Egli disse loro: «Che cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». Gesù disse loro: «Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io bevo, o essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato? ». Gli risposero: «Lo possiamo». E Gesù disse loro: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e nel battesimo in cui io sono battezzato anche voi sarete battezzati. Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni. Allora Gesù li chiamò a sé e disse loro: «Voi sapete che coloro i quali sono considerati i governanti delle nazioni dominano su di esse e i loro capi le opprimono. Tra voi però non è così; ma chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti. Anche il Figlio dell’uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».
Portami giù - disse Agostino ad Ambrogio - in questo fonte battesimale di San Giovanni alle Fonti. Portami giù, fammi immergere ("battesimo" dal greco βαπτίζω (baptízō) = "sommergere nell'acqua") in questa acqua che purifica. Fammi scendere in queste acque come in una tomba, per vivere lo stesso battesimo di Cristo (”Potete essere battezzati nel battesimo in cui io sono battezzato?”) così da separarmi dall’esistenza passata e poter rinascere veramente a una vita nuova. Portami giù, nel ventre e al centro di questa Mediolanum, per essere seme di tante vite rinnovate che seguiranno nei secoli e che, in modi sempre nuovi, riusciranno a annunciare il Vangelo a questa grande città.
Il battesimo non è un gesto isolato: l'uomo rinnovato che ne esce, insieme ad altri rinnovati, prendono congiuntamente coscienza di ciò che è accaduto, gettando semi per avere altri uomini rinnovati nella comunità.
Portateci giù - dissero Giovanni e Giacomo agli altri apostoli - perché un giorno siamo saliti troppo in alto come palloncini gonfi di elio. Che stupida richiesta abbiamo fatto! Non capendo che quel desiderio di porci al di sopra ha spezzato il legame che ci teneva uniti alla comunità degli apostoli (”Gli altri dieci, avendo sentito, cominciarono a indignarsi con Giacomo e Giovanni”). Il nostro fratello Giuda ha sì tradito il Maestro, ma noi abbiamo tradito la comunità. Comunità che è alimento e sostegno nel percorso di sequela di quel Maestro. Portateci giù ancora all’interno di questa piccola comunità, magari sgangherata, ma vitale per l’annuncio del Vangelo fino ai confini della terra.
Giù nella comunità, non da spettatori, ma come costruttori, per dargli solidità e continuità.
Portatemi giù - disse Carlo Borromeo alla sua gente - perché, anche se ne avrei la possibilità, grazie alla mia famiglia, non voglio essere uno “che conta”, uno che governa, uno che opprime. Portatemi giù fra i gradini più bassi di questa società e di questa epoca, perché solo chi non ha nient’altro che Dio sa insegnarmi come amare il Signore. Portatemi giù perché voglio essere servitore allo stesso livello di chi è servito (”chi vuole diventare grande tra voi sarà vostro servitore, e chi vuole essere il primo tra voi sarà schiavo di tutti”). Portatemi giù perché voglio sentire l’abbraccio caldo di questa grande Diocesi, perché è in relazioni calorose e affettuose che l’annuncio del Vangelo trova alimento.
Relazioni che vanno coltivate con dedizione, perché se si toglie l'alimento la pianta non cresce.
Ti prego, Gesù, fa’ che con la tua grazia io non mi stanchi mai di cercarti e di adorarti con tutto il cuore.
Insegnami a conoscerti e ad amarti per imparare da Te ad incontrare e prendermi cura degli altri e a vivere in pienezza la mia vita.
Fa’ che il mio cuore non si inorgoglisca, non cerchi cose più grandi delle mie forze.
Fa’ che si apra al mondo con il Tuo sguardo di compassione e di misericordia e che nel mio cuore trovino eco le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di tutti, dei poveri soprattutto e che sappia anche partecipare con ciò che sono a portare un po’ di Cielo in terra.
Affido a te, Maria, tutti noi affinché ci accompagni, ciascuno con la propria vocazione, in un cammino che non abbia paura di fidarsi ed affidarsi a Gesù, ma che tenda verso l’alto e che profumi di santità, per la gioia del mondo intero. Maria, Madre della Chiesa, prega per noi. Santi e Beati dell’Azione Cattolica, pregate per noi.



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