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Lunedì 06/04/2026 - Lc 24, 1-12

  • 5 apr
  • Tempo di lettura: 3 min
In quel tempo. Il primo giorno della settimana, al mattino presto le donne si recarono al sepolcro, portando con sé gli aromi che avevano preparato. Trovarono che la pietra era stata rimossa dal sepolcro e, entrate, non trovarono il corpo del Signore Gesù. Mentre si domandavano che senso avesse tutto questo, ecco due uomini presentarsi a loro in abito sfolgorante. Le donne, impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: «Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto. Ricordatevi come vi parlò quando era ancora in Galilea e diceva: “Bisogna che il Figlio dell’uomo sia consegnato in mano ai peccatori, sia crocifisso e risorga il terzo giorno”». Ed esse si ricordarono delle sue parole e, tornate dal sepolcro, annunciarono tutto questo agli Undici e a tutti gli altri. Erano Maria Maddalena, Giovanna e Maria madre di Giacomo. Anche le altre, che erano con loro, raccontavano queste cose agli apostoli. Quelle parole parvero a loro come un vaneggiamento e non credevano ad esse. Pietro tuttavia si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l’accaduto.

"Si domandavano che senso avesse tutto questo". E' comprensibile che non ne capiscano il senso. Le donne avevano speso tempo due giorni prima a preparare gli aromi e ora si recavano a compiere la prassi, quello che era da farsi in queste situazioni.

Le nostre giornate sono costruite su ciò che è abituale, ci muoviamo compiendo esercizi di risposta secondo una logica non scritta, ma che ci è dettata dall'abitudine, dall'esperienza sedimentata, dal "si è sempre fatto così".

Le donne al sepolcro si erano mosse sulla traccia di qualcosa che si era sempre fatto per qualsiasi altro morto. Il Signore Gesù doveva essere morto e il sepolcro chiuso. Ma il Signore non poteva essere morto perché c'era bisogno di lui per continuare l'annuncio del Regno nel mondo e per aiutare a far emergere chi può continuare a realizzarlo.

Il sepolcro aperto e vuoto è lì per ricordarci che il Signore Gesù ama spezzare le nostre prassi. I nostri giorni ci sono donati non per fare sempre allo stesso modo. Il senso di tutto va capovolto. Per comprendere questo nuovo senso non abbiamo bisogno, come le donne, di due uomini in abito sfolgorante. Ci guidano la Parola e l'Eucaristia e ci aiutano a cambiare senso, sguardo, cura.

Tutto cambia. Le donne da tristi tornano dagli Undici piene di gioia.

Mercoledì scorso, papa Leone in udienza generale (https://tinyurl.com/m9hr2ue4) ha parlato del ruolo dei laici nel popolo di Dio: "Il vasto campo dell’apostolato laicale non si restringe allo spazio della Chiesa, ma si allarga al mondo. La Chiesa, infatti, è presente dovunque i suoi figli professano e testimoniano il Vangelo: negli ambienti di lavoro, nella società civile e in tutte le relazioni umane, là dove essi, con le loro scelte, mostrano la bellezza della vita cristiana, che anticipa qui e ora la giustizia e la pace che saranno piene nel Regno di Dio."

Come laici nel mondo, quindi, possiamo vivere il rischio di essere assorbiti dalla prassi, dalle cose come si sono sempre fatte. Ma l'invito forte è cambiare il senso: riconoscere giustizia e pace, qui e ora, anche se la logica corrente lascia intendere altro.

Lo spunto artistico mi viene oggi dai disegni di un cartoonist dal nome Alireza Karimi Moghaddam, iraniano di nascita (https://tinyurl.com/2ptbe4t3) e che ha speso la vita e la sua produzione artistica a riimmaginare la vita e i lavori di Vincent Van Gogh al giorno d'oggi. Van Gogh sarebbe capace oggi di essere una di quelle persone che ribaltano la logica del mondo, guardando una farfalla mentre altri guardano lo smartphone o colorando con un cielo stellato le triste vicende umane dove tutti sono impegnati a discutere, decidere e programmare.


Ti prego, Gesù, fa’ che con la tua grazia io non mi stanchi mai di cercarti e di adorarti con tutto il cuore.

Insegnami a conoscerti e ad amarti per imparare da Te ad incontrare e prendermi cura degli altri e a vivere in pienezza la mia vita.

Fa’ che il mio cuore non si inorgoglisca, non cerchi cose più grandi delle mie forze.

Fa’ che si apra al mondo con il Tuo sguardo di compassione e di misericordia e che nel mio cuore trovino eco le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di tutti, dei poveri soprattutto e che sappia anche partecipare con ciò che sono a portare un po’ di Cielo in terra.

Affido a te, Maria, tutti noi affinché ci accompagni, ciascuno con la propria vocazione, in un cammino che non abbia paura di fidarsi ed affidarsi a Gesù, ma che tenda verso l’alto e che profumi di santità, per la gioia del mondo intero. Maria, Madre della Chiesa, prega per noi. Santi e Beati dell’Azione Cattolica, pregate per noi.



 
 
 

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