Lunedì 05/10/2026 - Lc 21, 5-9
Aggiornamento: 4 ott

In quel tempo. Mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, il Signore Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Sareste disposti ad abitare in una casa come questa? Il creatore della casa ha nome Erwin Wurm, è nato nel 1954 in Austria e l'opera (perché di un’opera di arte si tratta) s'intitola semplicemente “Fat House”, casa grassa.
Magari uno potrebbe desiderare vederla dal vivo (esiste per davvero ed ha dimensioni 9 × 7 × 7 m). Ma abitarci comporterebbe superare qualche blocco psicologico. Davvero quella è una casa? Il grasso che va a costruire una sorta di adipe fa pensare più ad una struttura vivente. Una specie blob di grasso pronto ad inglobarci.
E se è vivo vuol dire che è anche naturalmente destinato al disfacimento. Allora quelle forme morbide potrebbero diventare vischiose e puzzolenti.
Il paragone con un altro edificio, quello di cui si parla nel brano evangelico di oggi, è indubbiamente fuori luogo da ogni punto di vista: culturale, storico, simbolico, ecc. E io non mi ci avventuro. Eppure entrambi gli edifici sono legati ad un destino che è fatto per far riflettere. Come dice Gesù, il tempio, sebbene fosse stato fatto con materiali adatti a dargli un’apparenza solida e bella, era destinato a crollare. L’evento futuro è utile a Gesù per spiegare come la caducità inevitabile delle cose di questo mondo deve portarci a fondare il nostro essere su qualcosa “che tignola e ruggine non consumano” (Mt 6, 19).
La pedagogia di Gesù segue una logica ferrea: guardare alle cose di questo mondo per scoprire cosa è importante delle cose del Cielo. Riconoscere che vivere una vita che si lascia guidare dalla fiducia nel Padre permette di superare ogni incertezza del futuro, fosse anche un futuro che prende le sfumature della “fine del mondo”. C’è solo una cosa, infatti, che può reggere l’urto della fine e si tratta di tutto ciò che siamo riusciti a costruire restando fedeli alla Parola. Come una casa costruita sulla roccia (Mt 7, 24-27).
Riconoscere i messaggi che l’arte riesce a trasmettere è ammettere che l’arte può, in forme più piccole, talvolta abbozzate, indicarci una via possibile laddove la fede la stessa via la illumina in modi più efficaci. Erwin Wurm prova, con le sue semplici risorse, a dirci che anche una casa grassa è fatta per farci riflettere. La percezione di un possibile disfacimento latente, il fatto che vederla e toccarla ci porta inevitabilmente ad uno straniamento sono elementi che piegano e modellano il nostro pensiero. Cosa ci dice vederla? Wurm fa "ingrassare" la casa per fare una satira dell'accumulo consumistico folle che l'occidente sta vivendo; accumulo a cui non si può guardare senza provarne disgusto.
Ho portato due esempi, uno di significato semplice (artistico) e uno di significato alto (biblico), per dire che il mondo (quello che vediamo e sentiamo) ci è dato per scoprire l'importanza delle cose del Cielo, al fine di guardare il mondo con occhi diversi. I tempi che viviamo sono un dono per comprendere la ragione (il fine) per la quale viviamo questo tempi.
Se non comprendiamo questo allora tutto può apparire come un’inutile ruota che gira e della quale ci interessa conoscere solo “quando” si ferma (come i discepoli del brano).
Una ragione possibile, una ragione di speranza, c'è sempre, anche quando qualcosa di importante crolla. Come il tempio di Gerusalemme. E anche come le vele di Scampia.
Ti prego, Gesù, fa’ che con la tua grazia io non mi stanchi mai di cercarti e di adorarti con tutto il cuore.
Insegnami a conoscerti e ad amarti per imparare da Te ad incontrare e prendermi cura degli altri e a vivere in pienezza la mia vita.
Fa’ che il mio cuore non si inorgoglisca, non cerchi cose più grandi delle mie forze.
Fa’ che si apra al mondo con il Tuo sguardo di compassione e di misericordia e che nel mio cuore trovino eco le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di tutti, dei poveri soprattutto e che sappia anche partecipare con ciò che sono a portare un po’ di Cielo in terra.
Affido a te, Maria, tutti noi affinché ci accompagni, ciascuno con la propria vocazione, in un cammino che non abbia paura di fidarsi ed affidarsi a Gesù, ma che tenda verso l’alto e che profumi di santità, per la gioia del mondo intero. Maria, Madre della Chiesa, prega per noi. Santi e Beati dell’Azione Cattolica, pregate per noi.



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