Lunedì 05/01/2026 - Gv 1, 29a. 30-34
- 3 gen
- Tempo di lettura: 5 min

In quel tempo. Giovanni, vedendo il Signore Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele». Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
Per l’Azione Cattolica, il mese di Gennaio è il mese della pace, estendendo così a tutto il periodo mensile la celebrazione della Giornata mondiale della pace del 1° gennaio. Di fronte a tanti fronti di guerra che continuano ad aprirsi e a nessuno che si chiude, a livello personale percepiamo di non avere possibili azioni concrete da portare avanti. Eppure, ci ricorda Papa Leone, percorsi di pace non solo sono possibili ma hanno una loro consistenza.
Nel riflettere sul brano di Giovanni per questa puntata dell’Adoro il Lunedì, mi sono fatto dolcemente accompagnare a trovare tratti comuni fra il brano di questo lunedì e il messaggio di Papa Leone XIV per la 59.ma giornata mondiale della Pace, sorprendendomi di come la Parola non sia solo annuncio, ma anche percorso perseguibile, perché già tracciato.
Sono due gli elementi chiave del brano di oggi: L’adempimento della profezia e la reale presenza dello Spirito.
L'adempimento della profezia: "Io non lo conoscevo, ma colui che mi ha mandato a battezzare in acqua mi ha detto: 'Colui sul quale vedrai scendere lo Spirito e fermarsi, è quello che battezza con lo Spirito Santo'." (Gv 1,33). Questo evento realizzava antiche profezie, come quelle di Isaia, che predicevano che lo Spirito del Signore si sarebbe posato sul Messia (cfr. Isaia 11, 2 o Isaia 42, 1). La testimonianza di Giovanni non era basata su un'intuizione personale o su un legame familiare. Era fondata su una rivelazione diretta e specifica di Dio. Dio stesso aveva fornito a Giovanni le istruzioni precise su come identificare il Messia. Questo rende la sua testimonianza assolutamente autorevole: non sta esprimendo un'opinione, ma sta riferendo ciò che Dio gli ha comandato di cercare.
La Pace è una profezia che ha precise coordinate e che sta a noi identificare. Il Papa così dice nel suo messaggio:
Poco prima di essere catturato, in un momento di intensa confidenza, Gesù disse a quelli che erano con Lui: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi». E subito aggiunse: «Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore» (Gv 14,27). Il turbamento e il timore potevano riguardare, certo, la violenza che si sarebbe presto abbattuta su di Lui. Più profondamente, i Vangeli non nascondono che a sconcertare i discepoli fu la sua risposta non violenta: una via che tutti, Pietro per primo, gli contestarono, ma sulla quale fino all’ultimo il Maestro chiese di seguirlo. La via di Gesù continua a essere motivo di turbamento e di timore. E Lui ripete con fermezza a chi vorrebbe difenderlo: «Rimetti la spada nel fodero» (Gv 18,11; cfr Mt 26,52). La pace di Gesù risorto è disarmata, perché disarmata fu la sua lotta, entro precise circostanze storiche, politiche, sociali. Di questa novità i cristiani devono farsi, insieme, profeticamente testimoni, memori delle tragedie di cui troppe volte si sono resi complici. La grande parabola del giudizio universale invita tutti i cristiani ad agire con misericordia in questa consapevolezza (cfr Mt 25,31-46). E nel farlo, essi troveranno al loro fianco fratelli e sorelle che, per vie diverse, hanno saputo ascoltare il dolore altrui e si sono interiormente liberati dall’inganno della violenza.
E’, quindi, Gesù stesso che ci ha promesso la Pace. Proprio il Figlio di Dio, come lo descrive Giovanni nel brano di oggi. La Pace non è pertanto utopia, come più avanti dice Papa Leone, perché è stata annunciata da chi ha creduto in noi, dando la vita per noi.
La reale presenza dello Spirito. Nel brano di oggi, Giovanni passa dalla teologia alla testimonianza oculare, descrivendo il segno stesso che Dio gli aveva promesso. Non era un sentimento o un'intuizione, ma una conferma visibile:
"E Giovanni rese testimonianza, dicendo: 'Ho visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e fermarsi su di lui'." (Giovanni 1:32)
Ciò che Giovanni vide non fu una semplice visione interiore, ma un evento reale e visibile. Inoltre è una presenza che permane. La parola chiave è "fermarsi". Indica che lo Spirito non scese solo per un istante, ma prese dimora permanente in Gesù.
Anche la Pace, in quanto ispirata dallo Spirito, è visibile, per quanto paradossale questo possa sembrare con riferimento ai tempi che viviamo. E rimane, si ferma, è lì. Papa Leone, nel suo messaggio, usa tante parole concrete per descrivere la Pace. Parla di percorso, di azioni generative, di esercizio del dialogo e dell’ascolto. di esperienze di partecipazione non violenta.
Di forte valore sono le citazioni di Sant’Agostino riportate nel messaggio:
Sant’Agostino esortava i cristiani a intrecciare un’indissolubile amicizia con la pace, affinché, custodendola nell’intimo del loro spirito, potessero irradiarne tutt’intorno il luminoso calore. Egli, indirizzandosi alla sua comunità, così scriveva: «Se volete attirare gli altri alla pace, abbiatela voi per primi; siate voi anzitutto saldi nella pace. Per infiammarne gli altri dovete averne voi, all’interno, il lume acceso».
(...)
Già Sant’Agostino, in effetti, segnalava un particolare paradosso: «Non è difficile possedere la pace. È, al limite, più difficile lodarla. Se la vogliamo lodare, abbiamo bisogno di avere capacità che forse ci mancano; andiamo in cerca delle idee giuste, soppesiamo le frasi. Se invece la vogliamo avere, essa è lì, a nostra portata di mano e possiamo possederla senza alcuna fatica».
In conclusione, buon “mese della pace” a tutti! Affinché, insieme, si trovino modi per annunciare a tutti una pace “disarmata e disarmante”, coscienti che esiste, perché annunciata e visibile.
Ti prego, Gesù, fa’ che con la tua grazia io non mi stanchi mai di cercarti e di adorarti con tutto il cuore.
Insegnami a conoscerti e ad amarti per imparare da Te ad incontrare e prendermi cura degli altri e a vivere in pienezza la mia vita.
Fa’ che il mio cuore non si inorgoglisca, non cerchi cose più grandi delle mie forze.
Fa’ che si apra al mondo con il Tuo sguardo di compassione e di misericordia e che nel mio cuore trovino eco le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di tutti, dei poveri soprattutto e che sappia anche partecipare con ciò che sono a portare un po’ di Cielo in terra.
Affido a te, Maria, tutti noi affinché ci accompagni, ciascuno con la propria vocazione, in un cammino che non abbia paura di fidarsi ed affidarsi a Gesù, ma che tenda verso l’alto e che profumi di santità, per la gioia del mondo intero. Maria, Madre della Chiesa, prega per noi. Santi e Beati dell’Azione Cattolica, pregate per noi.



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