Lunedì 04/05/2026 - Gv 8, 21-30
- 2 mag
- Tempo di lettura: 4 min

In quel tempo. Di nuovo il Signore Gesù disse ai Giudei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?». E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui.
Osservando attentamente, il brano di oggi racconta di un processo giudiziario intentato nei confronti di Gesù. In realtà, per dirla tutta, è l’intero capitolo 8, dal quale questo brano è tratto, che ruota attorno all’idea di processo.
Prima di questa brano c’è quello dell’adultera. Il capo d’accusa è scritto a chiare lettere: “questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio!” E dal giudizio alla condanna il passo è breve. Sono già tutti pronti con le pietre in mano.
Dopo questo brano c’è il lungo dibattito su Abramo (quello che viene letto nella terza domenica di Quaresima del rito ambrosiano). Un’altra forma di processo. E’ il punto più critico del contrasto fra Gesù e i Giudei, tant’è che si conclude con i Giudei pronti a lapidarlo.
Nel brano di oggi c’è chiaramente un fronte accusatorio - i Giudei - che fa domande, e c’è chi deve rispondere a queste domande - Gesù. Ma le domande dei Giudei sono di chi non comprende e non di chi cerca di trovare ragioni di condanna. E le risposte di Gesù non sono risposte di difesa o di giustificazione delle proprie ragioni. Costituiscono una contro-requisitoria. E’, nei fatti, Lui a giudicare loro.
Il ribaltamento dei ruoli porta ad un percorso di salvezza.
Ho scoperto recentemente questo artista di Hong Kong, Johnson Tsang, e sono rimasto fulminato. Le sue opere riescono con semplicità a trasmettere messaggi importanti (nota: le immagini non sono realizzate con l’IA, sono delle vere ceramiche). Io, tra le tante, ho scelto quella che ho messo in copertina qui sopra.
Guardate l’immagine: dà non poco fastidio. Noi non siamo fatti per essere legati o costretti. Siamo fatti per dare il meglio di noi stessi. Cosa ci lega di più se non un giudizio sbagliato e sommario?
Osserviamo come Gesù risponde al giudizio a cui è stato sottoposto e traiamo un insegnamento per le nostre vite. In quella contro-requisitoria (come l’ho chiamata), Gesù dice che è di lassù. E, perché è di lassù, parla di ciò che ha ascoltato da lassù, dal Padre. Dice che non fa nulla da se stesso. Dice che è il Padre che lo ha mandato e, per questo, fa solo le cose che gli sono gradite.
In che modo questo dà istruzioni per le nostre vite? Dove sta il percorso di salvezza?
Gesù non fa altro che ricordare la sua missione. Possono esprimergli tutti i giudizi più sbagliati, ma la missione continua. La missione prima di tutto, perché solo esercitare la missione salva tutti, sia noi che gli altri.
Papa Leone, nel volo aereo verso l’Angola, rispondendo alle domande dei giornalisti in riferimento alle accuse che Trump gli aveva indirizzato, ha detto: “continuare a promuovere, come già stiamo facendo in altri luoghi e come ha fatto Papa Francesco durante il suo pontificato, il dialogo, la promozione della fraternità, della comprensione, dell'accettazione e della costruzione della pace con persone di tutte le fedi.” Solo la missione. Avrei potuto prendere tanti altri interventi di Papa Leone o di Papa Francesco, dove entrambi ribadiscono il loro ruolo, di fronte a ogni fraintendimento.
Solo curando la missione - la nostra missione, piccola o grande che sia, nel nome di Gesù - ci liberiamo da ogni legaccio che ci è stato imposto, da ogni giudizio affrettato. Solo curando la missione salviamo noi e garantiamo la possibilità anche agli altri di salvarsi. Anche di quelli che sbagliano nei nostri confronti.
Ti prego, Gesù, fa’ che con la tua grazia io non mi stanchi mai di cercarti e di adorarti con tutto il cuore.
Insegnami a conoscerti e ad amarti per imparare da Te ad incontrare e prendermi cura degli altri e a vivere in pienezza la mia vita.
Fa’ che il mio cuore non si inorgoglisca, non cerchi cose più grandi delle mie forze.
Fa’ che si apra al mondo con il Tuo sguardo di compassione e di misericordia e che nel mio cuore trovino eco le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce di tutti, dei poveri soprattutto e che sappia anche partecipare con ciò che sono a portare un po’ di Cielo in terra.
Affido a te, Maria, tutti noi affinché ci accompagni, ciascuno con la propria vocazione, in un cammino che non abbia paura di fidarsi ed affidarsi a Gesù, ma che tenda verso l’alto e che profumi di santità, per la gioia del mondo intero. Maria, Madre della Chiesa, prega per noi. Santi e Beati dell’Azione Cattolica, pregate per noi.



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